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PRODUZIONE E CRESCITA SOSTENIBILI? È POSSIBILE

L'opinione di due Premi Nobel


È possibile avere una crescita sostenibile. Ad affermarlo sono William D. Nordhaus economista statunitense e docente all’università di Yale, e Paul Romer, professore all’università di Standford ed ex presidente della Banca Mondiale. I due economisti sono i vincitori del Premio Nobel 2018 per l’Economia, ambito riconoscimento affidato a coloro che hanno compiuto importanti ricerche, scoperte e invenzioni volte alla risoluzione dei problemi cruciali del nostro tempo. Gli studi di Nordhaus sull’interrelazione tra cambiamenti climatici ed economia e la ricerca di Romer sulle innovazioni tecnologiche nell'analisi macroeconomica di lungo periodo hanno analizzato e dato una possibile soluzione al difficile rapporto tra crescita sostenibile di lungo termine e benessere della popolazione mondiale.

[caption id="attachment_3588" align="alignnone" width="1929"] Alluvione al Parco del Piave, by Gioacchino Vettorello[/caption]

Le loro teorie, intuitive, innovative e complesse, sostengono che sia assolutamente possibile un sodalizio tra incremento della produzione e sostenibilità per preservare l’ambiente. Il tema delle ricerche dei due economisti si concentra sul difficile rapporto tra una crescita eterogenea che permetta la creazione di metodi che portino a un benessere diffuso, incoraggiato da normative e politiche economiche sostenibili nel lungo periodo.

Da una parte la teoria della crescita endogena di Romer dimostra quanto l’accumulo di nuove idee e innovazioni incoraggi la politica dei Paesi del mondo a sviluppare una crescita economica sostenibile a lungo termine. Dall’altra parte, le ricerche di Nordhaus dimostrano che il rimedio più efficace per ridurre l’impatto della produzione sull’ambiente è intervenire con le cosiddette politiche climatiche. Nordhaus è, per esempio, un grande sostenitore della carbon tax, regolamentazione che fungerà da efficace deterrente per le aziende che saranno spinte a utilizzare fonti rinnovabili per la propria produzione.

[caption id="attachment_462" align="alignnone" width="1826"] Val Visdende, gli alberi abbattuti dal vento, da Repubblica[/caption]


Vi sono però alcuni aspetti da considerare. Adottare questo tipo di politiche richiede interventi governativi ben programmati e un minuzioso controllo volto a monitorarne l’applicazione fino al raggiungimento dei risultati sperati. Inoltre, bisogna considerare che convertire le fonti energetiche nazionali preesistenti non è un procedimento semplice, e per alcuni Paesi emergenti come l’India e la Cina è un compito assai costoso. I due economisti sono ben consapevoli delle difficoltà dei Paesi in via di sviluppo (PVS) nel raggiungimento di una maturità in ambito industriale; a peggiorare le cose, la povertà presente in diverse zone del mondo rende il tema ambientale un problema secondario, non riuscendo quindi a coinvolgere nel processo di cambiamento le aree meno sviluppate del pianeta.

[caption id="attachment_463" align="alignnone" width="1596"] Verso Sappada, by Samuele De Tomas Colatin[/caption]

«Una volta iniziate a ridurre le emissioni di carbonio ci renderemo conto che non è così difficile come si credeva – ha spiegato Romer – uno dei problemi è che si pensa che proteggere l'ambiente sia talmente costoso e difficile, che si finisce per ignorare il problema e fingere che non esista. Gli esseri umani sono capaci di conquiste incredibili, se si impegnano seriamente»[1]. Romer sostiene che le decisioni politiche, economiche e di mercato possono determinare la nascita di nuove tecnologie e creare una reazione a catena che portino ad uno sviluppo produttivo sostenibile, attento ai bisogni delle future generazioni. Ecco perché l’idea di una carbon tax, per quanto scontata, risulta essere fondamentale. Secondo Romer: “è la fase di concepimento dell’idea a essere la più impegnativa, mentre la sua applicazione non comporta grandi costi e può essere applicata e replicata”.[2]

[caption id="attachment_461" align="alignnone" width="1599"] Foto di Samuele De Tomas Colatin[/caption]


Nonostante l’ottimismo di Romer, l’urgenza del problema ambientale viene richiamato urgentemente anche dall’ultimo rapporto del Comitato intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dedicato alle conseguenze del riscaldamento globale. Pubblicato proprio in concomitanza con la consegna del Premio Nobel ai due ricercatori, il documento sottolinea che, dall’inizio dell’era industriale, l’impatto antropico sul clima ha provocato un aumento della temperatura media di un grado centigrado. Per evitare l'arrivo al cosiddetto “punto di non ritorno”, risulta imperativo applicare metodi drastici per ridurre le emissioni mondiali entro il 2020.[3]

 

[caption id="attachment_3589" align="alignnone" width="1944"] Il Piave dopo il colmo di piena, by Gioacchino Vettorello[/caption]


Grazie al lavoro dei due economisti, il cambiamento di cui abbiamo bisogno sembra finalmente essere vicino e, più importante, alla portata di tutti i Paesi. Da un sistema economico il cui unico scopo è il mero profitto che non tiene conto delle esternalità negative prodotte ai danni dell’uomo e della natura, è necessario applicare una teoria economica che propone metodi di produzione con costi che non dovranno pesare sulle future generazioni.



“Quella umana è l'unica specie al mondo ad aver inquinato la Terra ed è l'unica che può ripulirla.”

Dennis Weaver

Silvia Giardina


Silvia Giardina, studentessa al secondo di Scienze Politiche e dell'Amministrazione e Relazioni Internazionali a Catania all'università di Trieste.

I suoi settori di interesse principali sono le politiche ambientali e l'impatto umano sulla natura che ci circonda: "Credo che un'economia più sostenibile possa essere raggiunta."

 


[1] https://www.focus.it/comportamento/economia/nobel-economia-2018-william-nordhaus-paul-romer

[2]https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2018/10/08/vincitori-nobel-economia-2018-nordhaus-romer/224291/

[3]https://www.lettera43.it/it/articoli/scienza-e-tech/2018/03/04/clima-cambiamenti-climatici-emissioni-co2-2020/218045/