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LA MANOVRA DEL POPOLO BOCCIATA

L’Unione Europea è rotta, ma non lo sa


Io so volare! 

Ho volato per tanto tempo, non mi serve stare attaccato a voi, con il vostro stupido paracadute!” disse il Regno Unito, togliendosi il paracadute in un gruppo di 28 persone in caduta libera.

Probabilmente non si era ancora reso conto che l’aereo dell’Impero Britannico è precipitato molto tempo fa, e che era quello che lo faceva volare. Tuttavia, il discorso che sto per fare non è sulla Brexit. È sulla manovra economica italiana e sulla sua recentissima bocciatura – evento mai avvenuto prima per nessuno Stato Membro[1].

Bene.

Dunque.

Parliamo di Orban.

L’Ungheria, il mese scorso, ha ricevuto la massima punizione esistente per un membro UE: l’attivazione degli elefantiaci provvedimenti dell’Articolo 7 del TUE, la prima mossa verso la possibile futura sospensione dei diritti di voto di un Paese all’interno dell’Unione[2]. Una mossa dovuta, dovutissima, ma dal sapore quasi gattopardesco, lanciata con le migliori intenzioni dal Parlamento, a difesa della Democrazia, ma con un esito più scontato che mai.

Le provvigioni dell’Articolo 7, infatti, possono essere messe in atto solo dopo una serie cospicua di ulteriori passaggi, l’ultimo dei quali è un voto all’unanimità del Consiglio Europeo, ovvero l’organo UE composto dai Capi di Stato e di Governo dei 27+1. E tra questi 27 esiste anche la Polonia, altro Paese che rischia la medesima procedura rettificatrice[3]. Quindi è vero che tutto può essere, ma gli esperti, gli scienziati e nove dentisti su dieci ritengono che, in caso l’Ungheria dovesse essere portata davanti al tribunalizio voto all’unanimità del Consiglio Europeo, la Polonia di Kaczyńs… volevo dire, di Duda, con tutta probabilità porrà il veto[4], perché il gatto e la volpe, si sa, sono sempre in società.

Ma tutto questo che cosa ha a che fare con la bocciatura della manovra? Semplice: Orban ha buttato tutti i membri dell’Unione Europea, Ungheria e Italia incluse, giù da un dirupo. Ha dimostrato l’incredibile inefficacia dell’Unione, da un certo punto di vista. Se la CEE è stata e l’UE continua ad essere promotrice dello stato di diritto, e sebbene la sua sola esistenza abbia contribuito a far avviare con successo processi di democratizzazione in Spagna, Portogallo, Grecia, Est Europa, ex Yugoslavia, (in Turchia persino!) e così via, con una efficacissima proiezione del proprio soft power verso l’esterno, essa pare risultare completamente incapace di tutelarsi dall’interno.

L’Unione Europea, insomma, è un prete: “fate quello che dice, non fate quello che fa!”.

Per entrare a far parte dell’Unione Europea, infatti, uno Stato – oltre a svariati criteri di natura economica e miscellanea – deve rispettare i fondamentali “criteri di Copenhagen”[5], definiti nel 1993 in un mondo di ottimismo e speranza per il futuro, in cui si era chiaramente giunti alla “fine della Storia” di Fukuyamiana memoria.

La Storia, però, è andata avanti, e ha preso delle pieghe che gli ideatori di Maastricht, Nizza, Amsterdam e della Costituzione Europea probabilmente non si aspettavano, poiché da allora PIÚ DI UN PAESE ALLA VOLTA ha deciso di minare il proprio stato di diritto, rendendo tutta la questione dell’unanimità una sorta di suicidio dell’Unione Europea (perché ci siamo anche dimenticati completamente De Gaulle e la crisi della sedia vuota. Vi starete chiedendo: “di cosa sta parlando?!” ed è esattamente questo che intendo: non se ne sente parlare spesso, nevvero? E questo non fa che aumentare la mia frustrazione. Nel frattempo, eccovi un link su quei magnifici giorni del 1965-66 che portarono al Compromesso di Lussemburgo).

Perché se l’UE non riesce a fermare in modo efficace il sorgere al suo interno di Governi illiberali, come può pretendere di fare qualsiasi cosa? Se fallisce nel preservare le proprie democrazie a causa dell’ostinazione di qualche governante che non vede nell’UE vantaggio alcuno (a ottusissimo torto, peraltro), come può risultare convincente, chessò, la bocciatura di una manovra economica? Il Governo gialloverde NON ha intenzione di uscire dall’Unione Europea[6]: ha intenzione di romperla. “Le Nazioni vogliono essere responsabili per le proprie azioni, non vogliono dover pagare il prezzo degli errori di altri. Penso che il risultato delle elezioni in Italia dimostri proprio questo”[7] ha declamato Nigel Farage, alfiere della Brexit, al Parlamento Europeo.

Voci di corridoio insistono sul confermare che esista un piano per scegliere Matteo Salvini come candidato dei Sovranisti alle elezioni europee[8]. Non sono segnali casuali o incoerenti, è tutto parte di un disegno RA-GIO-NA-TO. I Sovranisti vogliono un’Europa di Stati Nazione, ma senza rinunciare a delle forme di cooperazione e di scambio[9] – semplicemente mantenendo intatta la propria sovranità e rigettando completamente la “integrazione sempre più stretta” che è alla base dei Trattati fondativi dell’Unione Europea.

Stanno semplicemente interpretando la realtá dei fatti, traendo ispirazione dal proprio elettorato. Che cosa dicono infatti le piú recenti rilevazioni dell’Eurobarometro? Gli Italiani non sono completamente in diniego sul fatto che l’Unione Europea comporti dei vantaggi, ma ritengono che l’appartenenza ad essa non sia da bollare come “assolutamente positiva” (solo il 39% la ritiene tale). E a rimarcare la percezione utilitaristica che si ha dell’Unione nel Bel Paese è anche il fatto che quasi nessuno voglia uscire dall’Eurozona, con il 65% che approva l’appartenenza del Paese ad essa (Cf Eurobarometer 2018).

Steve Bannon, fondatore di “The Movement” (una delle incarnazioni principali della cosiddetta “internazionale populista”), ed ex guru di Trump, ha descritto la posizione politica dei sovranisti in modo esemplare: “it’s better to rule in Hell than to serve in Heaven”[10]. È l’ora di smettere di ridicolizzare queste opinioni e di bollarle come scriteriati grugniti di neofascisti: sono una vera e propria, potentissima, corrente politica da prendere estremamente sul serio. Quando il Governo Conte ha presentato la “Manovra del Popolo” a Bruxelles, lo ha fatto consapevole del fatto che sarebbe stata bocciata, consapevole della scadenza di tre settimane per avanzare una nuova proposta e anche consapevole del fatto che ogni minaccia proveniente dall’Unione Europea è già di sua natura inefficace. È una lezione che Putin imparò in Georgia e cui fece conseguire l’annessione della Crimea e la crisi del Donbass.

Orban ha già fatto tutto il lavoro negoziale necessario al varo della Manovra del Popolo di Salvini e Di Maio. E, se ci sarà un’ondata sovranista alle elezioni europee di maggio, l’Unione Europea sarà ancora più rotta. Per poterla aggiustare, però, il primo passo da cui si deve partire è AMMETTERE che l’Unione sia rotta. Quanto in là dobbiamo andare per rendercene effettivamente conto? L’illusione dell’eterno mantenimento dello status quo, questo oblio tardo imperiale, deve finire. L’Unione ha, come sempre, dentro di sé i mezzi con cui ripararsi, ma deve riconoscere di essere rotta e sull’orlo di essere irreparabile.

È come nella caduta di inizio articolo. Stiamo precipitando tutti e abbiamo i paracadute sulle spalle. I sovranisti si tolgono i paracadute, pensando di poter volare e questa è follia.

Ma follia più grande è quella di chi, precipitando, pensa di non dover aprire il paracadute perché, saremo magari in bilico, ma siamo ancora su un terreno solido.

Apriamo il paracadute prima di schiantarci.

Lorenzo Canonico


Lorenzo Canonico lavora nel Law Enforcement Sector di Frontex.

Ha lavorato in Analisi Strategica all'Europol, in Strategia e Comunicazione all'Agenzia Europea per la Cooperazione dei Regolatori Nazionali di Energia (ACER), all'Ambasciata d'Italia e all'Istituto di Cultura Italiana ad Addis Abeba, in Etiopia.

Ha una Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali e una Laurea Triennale in Lingue e Civiltà Moderne e Contemporanee, conseguite a Ca' Foscari ed ha studiato come field officer nell'ambito dei diritti umani alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e come Europrogettista.

È stato membro fondatore e Proboviro di Levi Alumni , fondatore e due volte membro del Consiglio Direttivo della Venice Diplomatic Society, è fondatore e Proboviro dei BridgeMakers e redattore del blog dell'INR.


[1] RAI NEWS Dombrovskis: per la prima volta la Commissione è costretta a chiedere a un Paese di rivedere manovra (23 ottobre 2018)

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/bocciatura-Dombrovskis-0e6b82ad-bfa1-4591-9890-49f28e310de9.html

[2] REUTERS https://www.reuters.com/article/us-eu-hungary/eu-parliament-pushes-hungary-sanctions-over-orban-policies-idUSKCN1LS1QS

[3] POLITICO Poland will face disciplinary hearing on rule-of-law dispute with EU (13 giugno 2018) https://www.politico.eu/article/poland-rule-of-law-will-face-disciplinary-hearing-on-with-eu/

[4] EU OBSERVER Poland to veto EU sanctions on Hungary (13 settembre 2018) https://euobserver.com/justice/142825

[5] EUROPEAN COMMISSION Conditions for membership https://ec.europa.eu/neighbourhood-enlargement/policy/conditions-membership_en

[6] IL FATTO QUOTIDIANO Manovra, Di Maio: “Ci danno degli scalmanati? Non usciamo né dall’euro né dall’Unione europea” (22 ottobre 2018) https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/22/manovra-di-maio-ci-danno-degli-scalmanati-non-usciamo-ne-dalleuro-ne-dallunione-europea/4711735/

[7] YOUTUBE Farage: the Old Order is being swept away (3 luglio 2018) https://www.youtube.com/watch?v=gv6Ja_BVUvQ

[8] IL SOLE 24 ORE Il senso di Salvini candidato alla guida della Commissione Ue (18 ottobre 2018) https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-10-18/nella-trattativa-italia-ue-manovra-irrompe-candidatura-salvini-guida-commissione-104650.shtml?uuid=AEtX0CRG

[9] Cf FACEBOOK Matteo Salvini “Solidarietà tra Italia e Romania sui nostri comuni interessi: non possono essere solo i Paesi esterni a farsi carico dell'emergenza immigrazione nel nostro continente. La presidenza romena dell'Unione europea del primo semestre del prossimo anno troverà il nostro appoggio su questo e su tutti gli altri temi, dalla sicurezza all'anti-terrorismo, con un principio sempre in testa: i POPOLI vengono prima delle istituzioni.” (23 ottobre 2018)

https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/2060749770613823/?__xts__[0]=68.ARBc_XAWMkez2e1BzD4Q7KPIVdS7oeO4Vttn8XlGEBqB5_8H4x42dn0_KfnEfaBFK5eiXM25iX-WVGHME2iOL7nZy_YaNrbxyJ49Mb_dnTn6Owo0hQt3v9g5if77PRHeL0kB0Dg0X0q1pGUqo6uP-RmCl6EN_hRnLZXKlOau7Xk3XstpTOg9M70hIUuHhFlEeKVb1zn2eNzuWt98mV8afYVHpI352uhY7k6REoc&__tn__=-R

[10] INDEPENDENT Steve Bannon to set up 'The Movement' foundation to boost far-right across Europe (22 luglio 2018) https://www.independent.co.uk/news/steve-bannon-moving-europe-movement-foundation-far-right-wing-politics-george-soros-a8458641.html