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Conte torna, i conti no e a conti fatti è un peccato

Conte Contesta, ma fa i Conti senza l'oste


- Argomento: migranti e unione europea

L’Italia che torna a Contare

Negli ultimi anni, l’Italia è entrata spesso nel legendarium dei Consigli Europei, ovvero gli incontri periodici tra tutti i Capi di Stato o di Governo degli Stati Membri dell’Unione.

Monti era così risoluto a non cedere a tutte le richieste della Germania, ai tempi del Fiscal Compact, che quando Angela Merkel si alzò dal tavolo delle trattative dicendo: “Sentite, io domani ho una riunione importante al Bundestag, voglio chiudere questa discussione”, Monti le rispose: “Lei vada pure a Berlino, faccia con calma e ritorni qui a Bruxelles. Resterò ad aspettarLa[1].

A prescindere da quello che si possa pensare sul personaggio, è stato un Signore.

Renzi, ai tempi del picco dei naufragi nella rotta del Mediterraneo Centrale, portò come proposta italiana il Migration Compact, che comprendeva il meccanismo di emergenza di ricollocamento dei migranti. Quando vide che gli Stati Membri stavano per bocciare l’iniziativa, si arrabbiò non poco e con chissà che inglese sbottò: “O c’è solidarietà o ci state facendo perdere tempo. Se questa è la vostra idea d’Europa potete tenervela. Non siete degni di essere chiamati Europei![2] Un duro attacco al sistema intergovernativo dell’Unione.

Ma facciamo finta che queste scene non siano mai accadute, così da metterci nei panni di Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio scelto da Lega e MoVimento 5 Stelle.

Per la prima volta, l’Italia alza la voce e sbatte i pugni sul tavolo al Consiglio Europeo.

È pronto a tenere una linea durissima. Ha già dimostrato preoccupazione per le varie bozze circolate nelle settimane pre-summit, negoziate dalle cancellerie di Berlino, Parigi e del nuovo Governo di Madrid. È arrivato a dire che non avrebbe approvato le draft circolate e che, anzi, non si sarebbe nemmeno presentato al Consiglio Europeo per negoziarle – al che la Merkel lo ha chiamato spiegandogli che no, quelle circolate non sono che “bozze”, bisogna discuterle e negoziarle insieme, tranquillo[3].

Quindi Conte annuncia che porterà una proposta tutta italiana al Consiglio e che non se ne andrà finché non verrà approvata dai 27+1. Anzi, porrà il veto alle Conclusioni (il documento finale del vertice) nella loro interezza, se il dossier migrazioni non sarà affrontato seguendo la linea italiana[4].

La tensione a Bruxelles è alle stelle. È il 28 giugno 2018. Conte propone il superamento del principio del Paese di primo arrivo, centri d’accoglienza in più Paesi europei, adottare il principio “chi sbarca in Italia sbarca in Europa[5].

Non c’è niente da fare. Gli Stati Membri non vogliono saperne.

E allora Conte sceglie l’opzione nucleare. Pone il veto alle Conclusioni, come minacciato.

È irrefrenabile.

È dalla parte giusta della Storia.

Il campione della solidarietà europea nato da un partito con tendenze xenofobe. Quasi si strappa la camicia per far vedere al di sotto la tutina in spandex del più grande supereroe d’Italia, l’Avvocato Difensore degli Italiani.

Macron si arrabbia. Inizia a sbraitargli contro che proprio non capisce come funziona un Consiglio Europeo, le Conclusioni non sono un documento legislativo, sono un documento di indirizzo politico, non interessa a nessuno il fatto che Lei sia un esperto giurista!

Al che il Premier svedese rincara la dose: “Io sono stato un saldatore in fabbrica, ma persino io so che Macron ha ragione”. E il Presidente bulgaro aggiunge: “E io ho fatto il pompiere”.

Conte rimane fermo, impassibile nelle sue convinzioni. Marmoreo, statuario. Me lo immagino con il mantello che sventola e l’Inno di Garibaldi in sottofondo: “già troppi sono gli anni che dura il servir!”

Vi ricordate che nel precedente articolo comparavo Macron a Saruman? Stregone bianco, con una voce suadente, ipnotica. Può commettere le peggiori atrocità, bruciare l’Ovestfalda, assaltare il Fosso di Helm, ridurre gli Ent all’estinzione – ma per un intero capitolo, i protagonisti della storia, in particolare Gandalf e Re Theoden, devono resistere alla tentazione di incontrarlo di persona all’interno della sua Torre di Orthanc, perché con la sua voce melliflua e le sue capacità oratorie sovrumane, sarebbe in grado di convincere anche il suo peggior nemico ancora accecato dall’odio, a fare pace, amicizia e assecondare ogni richiesta dello Stregone bianco/multicolore.

Ed è quello che pare sia successo a Bruxelles.

Conte si apparta con Macron ed esce dal bilaterale un uomo cambiato, più mansueto. “Scusate, è la mia prima volta ad un summit del genere” pare abbia detto. Viene apportata qualche modifica al testo delle Conclusioni, più di stile che di contenuto. Conte toglie il veto.

Sono le 4:35 del mattino del 29 giugno e le Conclusioni vengono approvate all’unanimità in ogni loro parte[6].

Conte esulta su Facebook: “Da oggi l'Italia non è più sola. Da questo Consiglio europeo esce un'Europa più responsabile e più solidale”. È un successone: l’Italia Conta.

Macron, nella sua torre, starà insultando Vermilinguo per rilassarsi.

Ma facciamo due Conti

Dopo poche ore, l’influsso delle parole magiche del Giove francese lentamente svanisce e, forse come uscito dall’influenza di un incantesimo, confessa ai giornalisti: “alcune cose si sarebbero potute fare diversamente”[7].

Ed ha assolutamente ragione. Questo Consiglio Europeo è stato per Conte tanto fumo e un mezzo hamburger bruciato fuori e crudo dentro, senza la minima traccia del promesso arrosto – ma andiamo per ordine.

Le Conclusioni esordiscono con il dossier migrazione.

All’articolo 1 si mette nero su bianco come gli sbarchi siano già diminuiti del 95% e che abbiano avuto un leggero aumento solo nelle rotte verso Spagna e Grecia, ma che la rotta del Mediterraneo Centrale, quella che porta a Malta e Italia, è già stata messa in sicurezza dagli sforzi combinati di Unione Europea e dei Governi Renzi e Gentiloni.

Non è un passaggio che fosse necessario menzionare, ma si è deciso di scriverlo. Nell’articolo 1. La prima cosa che si legge, insomma. Proprio per dire all’Italia di smettere di impuntarsi su questa panzana della crisi degli sbarchi, ché nel Bel Paese stanno solo facendo propaganda e il problema non esiste più – e non esiste perché è già stato affrontato dai Governi precedenti. Fossi in Salvini non sarei Contentissimo.

L’articolo chiave, però, è il numero 6.

Nel territorio dell'UE coloro che vengono salvati, a norma del diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria; qui un trattamento rapido e sicuro consentirebbe, con il pieno sostegno dell'UE, di distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale, cui si applicherebbe il principio di solidarietà. Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino[8].

Su questo si vede il passaggio del negozio contiano. Comincia con l’espressione “nel territorio dell’UE”, per identificarlo come un unicum. Non si parla dunque di “Paese di primo sbarco”.

Si parla anche dell’istituzione di “centri sorvegliati” negli Stati membri, dove esaminare le richieste d’asilo, organizzare i rimpatri e agire per fornire, quando necessario, protezione umanitaria.

D’altro canto, si legge anche che “tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate su base volontaria”.

E qui casca l’asino.

Con il suo meccanismo di ricollocamento di emergenza, Renzi era riuscito ad imporre quote obbligatorie di rifugiati agli Stati membri. La sua colpa fu che non si impegnò abbastanza per far implementare la politica che divenne, de facto, lettera morta.

Conte si è arreso immediatamente (o meglio, dopo il bilaterale con SaruMacron) al principio di volontarietà.

Si parla anche di continuare a finanziare l’accordo UE-Turchia, di rinvigorire l’EUTF per l’Africa e si fa un riferimento preziosissimo all’Agenda 2063 che richiederebbe discorsi vastissimi a parte, ma il punto è che sì, il Consiglio Europeo ha iniziato a considerare l’Unione come Paese di primo arrivo… ma a livello pratico è rimasto tutto esattamente come prima, perché è ancora gestito dagli Stati Membri e “unicamente su base volontaria”. E non so quanto si possa Contare sulla buona volontà degli Stati Membri.

La partita è appena cominciata ed è iniziata con un pareggio – e Niccolò Carosio, famoso radiocronista della Nazionale di calcio ai tempi del fascismo – che urla a squarciagola: “RETE! RETE! O quasi…

Quel che Conta è partecipare

Conte non ha mai voluto far pensare che l’Italia non avrebbe prestato soccorso ai migranti (se non in questa fase di linea dura salviniana): auspicava piuttosto la separazione del principio di “primo porto sicuro”, che richiede che una nave di naufraghi venga portata nella terraferma più vicina dove l’equipaggio non rischi torture o trattamento disumano, da quello che impone l’analisi della richiesta d’asilo e dunque dell’accoglienza ad indiscriminatamente ogni migrante nel “paese di primo arrivo”.

Ha ottenuto, sì, questo traguardo, su carta, ma a patto che qualche Stato membro si offra volontario di aprire centri di accoglienza e di esame del diritto all’asilo sul proprio territorio (ed eccoci ancora al Nazionaleuropeismo di Macron e Merkel): nessuno sarà disposto a farlo - almeno secondo Parigi.

Macron infatti, attraverso il suo Primo Ministro Michels lo ha detto chiaro e tondo al margine del vertice: l’accordo «non ha cambiato il sistema di Dublino e conferma la responsabilità dei Paesi di primo ingresso» ovvero Spagna, Italia e Grecia[9].

È del resto scritto anche nell’articolo 6 delle Conclusioni: tutte le misure adottate dovranno “lasciare impregiudicata la riforma di Dublino” e non costituiranno dunque né un precedente, né un fattore influenzante.

Questo porterà alla conseguenza che i Paesi con primi porti sicuri saranno costretti, come lo sono oggi, ad analizzare tutte le richieste d’asilo.

Se questo scenario dovesse diventare realtà, Conte ha minacciato di prendere azioni legali contro gli Stati che non aiuteranno[10] – su che basi non si sa, visto che dovranno agire solo su base volontaria.

Solo successivamente all’identificazione, chi ha diritto all’asilo verrà ricollocato nel resto d’Europa, dunque statisticamente circa il 40% dei migranti sbarcati negli ultimi anni.

All’Italia è stato dato un Contentino che sa di presa in giro, che consiste nella sola formula “nel territorio dell’UE” che si legge come incipit dell’Articolo 6 delle Conclusioni.

Ed anche oggi l’Europa degli Stati Nazione ha vinto, quella dei cittadini ha perso.

Lo scontro tra NazionalEuropeismo ed EuroCivismo continua.

Lorenzo Canonico

P.S.: ogni volta che parliamo di migranti, ricordiamo tutti: sono persone come me e te e schifarle perché si trasferiscono, come mi sono trasferito io e come si sono trasferiti i miei nonni, fa un po' schifo. Aiutiamoli a casa loro? Anche, sì. Odio del diverso? No. Non "no, grazie". No punto e basta.


Lorenzo Canonico ha lavorato in Analisi Strategica all'Europol, in Strategia e Comunicazione all'Agenzia Europea per la Cooperazione dei Regolatori Nazionali di Energia (ACER) e all'Ambasciata d'Italia e all'Istituto di Cultura Italiana ad Addis Abeba, in Etiopia.

Ha una Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali e una Laurea Triennale in Lingue e Civiltà Moderne e Contemporanee, conseguite a Ca' Foscari ed ha studiato come field officer nell'ambito dei diritti umani alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e come Europrogettista.

È stato membro fondatore e Proboviro di Levi Alumni , fondatore e due volte membro del Consiglio Direttivo della Venice Diplomatic Society ed è fondatore e Proboviro dei BridgeMakers.


[1] DER SPIEGEL (29 giugno 2012)

[2] LA STAMPA L’UE litiga ancora sulle quote migranti. Renzi: “Ci fate solo perdere tempo” (25th June 2015) 

[3] IL SOLE 24 ORE Conte, telefonata con Merkel: «Bozza Ue sui migranti sarà accantonata» (21 giugno 2018)

[4] RAI NEWS, Nessun compromesso al ribasso. Conte chiarisce posizione Italia al Consiglio Ue (28 giugno 2018)

[5] LETTERA 43 Migranti, la proposta italiana in 10 punti per il Consiglio europeo (27 giugno 2018) 

[6] L’ESPRESSO Vertice Ue sui migranti, ecco il testo dell'accordo: parola chiave è "base volontaria" (29 giugno 2018) 

[7] IL GIORNALE Ue, c'è l'accordo sui migranti tra i 28 Stati. Conte esulta, poi si corregge: "Poteva andare meglio" (29 giugno 2018) [8] CONSIGLIO EUROPEO Council Conclusions (28 giugno 2018) 

[9] CORRIERE DELLA SERA Migranti Macron gela l’ottimismo di Conte: «Centri di primo ingresso solo in Italia e Spagna» (29 giugno 2018) 

[10] YOUTUBE Soddisfazione di Conte alla Conferenza Finale al termine del Summit di Bruxelles (29 giugno 2018)